La Mindfulness
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Una domanda da farsi ogni giorno per stare bene!

Una domanda da farsi ogni giorno per stare bene!

Da quando ho iniziato, attraverso la mindfulness, ad ascoltarmi momento per momento ho scoperto che ogni giorno sono diversa, che non c’è nulla di stabile, né dentro né fuori di me. E allora è importante che ogni tanto io mi fermi e mi domandi: come sto?

Ho imparato a chiedermelo ogni giorno, anche più volte al giorno, in modo gentile e curioso, dando molta importanza alla ricerca di una risposta sincera e dettagliata, che accolga emozioni, pensieri e sensazioni corporee. Non mi basta più dire o dirmi che sto abbastanza bene, ho la curiosità di sapere di cosa è fatto questo bene.

Se un giorno mi sento inquieta, voglio ascoltare la mia inquietudine e dargli un nome, riconoscerne le espressioni nel corpo e individuare i pensieri che la alimentano. Il nome che trovo per dare espressione al mio sentire è un nome passeggero, che, proprio nel momento in cui lo pronuncio, scivola via e si trasforma in qualcosa di leggermente diverso. Ho notato che

quando riesco a ritagliarmi questo tempo per fermarmi a dare attenzione al mio stato d’animo, senza giudicarlo, è come se portassi una luce dentro a una stanza buia, o in penombra a seconda dei casi, dopodiché la stanza, appena illuminata, inizia a trasformarsi, cambiare forma e contenuto, come in film fantasy di quelli che piacciono tanto a mia figlia Giuditta.

E’ così che a volte mi sveglio e sono già stanca, e non capisco perché, dato che ho avuto un buon sonno ma, fermandomi ad ascoltarmi per qualche minuto, sento il mio corpo indolenzito, la mia energia lenta e debole, faccio fatica a fare (lavarmi, vestirmi, preparare la colazione) e ad ascoltare (le richieste dei miei familiari), è come se il mio organismo avesse bisogno di più tempo per mettersi in moto, come se mi dicesse “non partire in quarta”, hai ancora bisogno di riposo. In quei momenti compare sempre un pensiero giudicante, mi dico che potrei fare di meglio e di più, non accetto la mia “pigrizia” e la mia “inefficienza”, mi sembra di perdere tempo, non mi sento adeguata rispetto alle aspettative degli altri, che credo mi vogliano sempre pimpante e di buon umore.

Ed è quando mi accorgo di questo flusso di pensieri che, insieme alla consapevolezza, ritorna la mia possibilità di scelta. Sì è proprio quando mi rendo conto di quanto poco sia in grado di accogliere questa parte di me che improvvisamente la vedo, la riconosco e inizio a farci amicizia. Dentro di me sento il cuore aprirsi un po’ e un sorriso comparire sul mio volto. Mi dico “posso essere così oggi, adesso, in questo momento”, “posso essere lenta, stanca, svogliata”, non succederà nulla di terribile se mi permetterò di essere esattamente quella che sono in questo momento.

A volte capita che questa esperienza di accettazione profonda si traduca anche in una comunicazione chiara a chi mi sta intorno: oggi mi sento così, ragazzi, ho bisogno che voi lo sappiate. Nessuno in questi casi recrimina la Valeria sprint, anzi, a volte colgo nei miei figli una sorta di sollievo nel vedere che non sono una super-mamma ma un essere umano come tutti, in difficoltà, con degli stati di malessere e di fatica.

Ecco, quando coltivo consapevolezza e accettazione nella mia vita di tutti i giorni, mi sento molto più fluida e in cambiamento, e non di rado gli stati di malessere e di inquietudine, così come si sono affacciati nella “stanza” della mia vita semplicemente se ne vanno, lasciando posto alla magia!

 

VALERIA DEGOVANNI psicologa e psicoterapeuta, istruttrice senior di protocolli Mindfulness based del centro Italiano Studi Mindfulness

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