La Mindfulness
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Simpatizzare o abbracciare la pratica?

Simpatizzare o abbracciare la pratica?

Pubblicato il: 11 settembre 2018 alle 4:15 pm

Molti di noi si sono avvicinati alla Mindfulness con curiosità e apertura e, man mano che ne hanno colto  i principi fondamentali di presenza, gentilezza, non giudizio, ne sono rimasti affascinati, iniziando a “simpatizzare”.

Quando si simpatizza con qualcuno, lo si frequenta, gli si sorride, lo si ascolta e si passa insieme del tempo di qualità, una serata piacevole, stimolante, arricchente.
Avviene anche con la pratica, si frequentano i corsi, gli intensivi, affascinati dall’idea di lasciar andare pensieri angoscianti su passato e futuro e vivere pienamente, senza troppi filtri e paure il nostro presente. È una sensazione bella e spesso crediamo sia tutto.
Ma, avete presente quel momento in cui si passa dal sorridere a qualcuno che ci piace, ad avvicinarci fiduciosi ed esitanti, varcare la soglia dell’imbarazzo e dell’incertezza, e iniziare una comunicazione più fisica che può sfociare in un abbraccio?
Ecco quando iniziamo a introdurre la mindfulness ogni giorno nella nostra vita, nei nostri gesti e nelle nostre azioni, con la pratica formale e informale, e con la scelta di vivere la nostra vita in modo più attento, autentico e consapevole, siamo un po’ così, stiamo varcando quella soglia, quella dell’incertezza che precede un contatto più intimo e profondo, ci stiamo avvicinando ad “abbracciare” la pratica!
Abbracciare è un gesto di accoglienza e di ascolto, che non richiede parole ma comunica tutto. Calore, affetto, presenza. Abbracciare la pratica significa mollare il controllo, abbandonarsi con fiducia all’ascolto di sé e dell’altro, in modo gentile e accogliente. Senza preferenza, abbracciare le parti di noi più sofferenti, quelle che amiamo meno o detestiamo proprio. Abbracciare la pratica significa perdere un po’ i confini, quei confini a volte rigidi con cui ci auto-definiamo e ci auto-limitiamo. Abbracciare la pratica significa perdere la separazione tra pratica e vita e considerare ogni cosa che ci accade come una occasione per scegliere di essere felici, veri, autentici.
Ma che tipo di abbraccio è auspicabile con la pratica?

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Pubblicato in Focus - Scritto da Valeria Degiovanni

Mindfulness e sessualità

Mindfulness e sessualità

Pubblicato il: 29 giugno 2018 alle 4:09 pm

In che modo la mindfulness può impattare su un aspetto fondamentale della nostra vita, personale e di coppia, che è la sfera dell’appagamento sessuale? Quanto la consapevolezza può fare la differenza? Abbiamo provato a rendere evidenti alcuni link:

  • Accettare la propria unicità e vederla come un valore
  • Conoscere il proprio corpo e saperne attivare la capacità sensoriale
  • Esprimere le emozioni e i desideri senza falsi pudori
  • Liberare il corpo dai vincoli della mente
  • Cavalcare l’onda delle pulsioni senza farsene travolgere
  • Sapersi fermare e prolungare il piacere
  • Riconoscere l’ansia da prestazione e farla scivolare via
  • Ascoltare i messaggi del corpo dell’altro con attenzione e senza presunzione
  • Assumere un atteggiamento giocoso e fanciullesco
  • Non cercare risultati, godersi ogni attimo, uscire dalla logica della performance
  • Esprimere in modo autentico quello che sentiamo, che vogliamo o non vogliamo
  • Accettare i propri limiti e le proprie imperfezioni
  • Non fingere, non recitare, dare voce alla nostra specifica e unica sensualità
  • Aprire i sensi, usarli tutti
  • Saper chiedere, saper dire di no
  • Sperimentare, osare, lasciar andare condizionamenti del passato
  • Incontrare l’altro senza aspettative e senza tabù
  • Dedicarsi l’uno all’altro senza fretta
  • Togliere il giudizio, prima, durante, dopo
  • Vivere il piacere come un’onda, senza attaccamento, senza repulsione
  • Rallentare, amplificare
  • Disconnettersi da tutto il resto
  • Liberare la nostra energia

ne trovate altri?

Pubblicato in Focus - Scritto da Valeria Degiovanni